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+ 09 ID
ELENCO OPERE
expectations 10
to do list 10
suspended signal (sky) 2008
suspended habits 2007
i wanna have control 2006
family portrait 04
todo el bien todo el mal
silence box ’05
s-oggetti smarriti ’00
 
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 09.ID SUSPENDED IDENTITY

Datemi un uomo normale e io lo guarirò diceva C.G.Jung.

Nel capitolo 09 ID mi soffermo sulle Identità Sospese, dicotomiche per eccellenza, come strumento di lettura dell’alterarsi e del moltiplicarsi delle trame dell’esistenza.
La dimensione che amo definire sospesa trascende le divisioni e le definizioni con le quali l’uomo si illude di comprendere e possedere la vita.
Queste opere creano un effetto di straniamento in quanto sono una sorta di specchio, un luogo fisico che restituisce una rappresentazione virtuale e allo stesso tempo tangibile dell’esistenza.

Luoghi non luoghi, tempi e spazi instabili, labirinti della mente, pensieri, azioni, momenti "borderline" che inquietano perché minano, spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni, sovvertono il carattere di normalità e sono in grado di farci esplorare le dimensione di confine, dove non si appartiene a nessun luogo, a nessun tempo, a nessuno schema imposto.

Come le eterotopie del filosofo Michel Foucalt, rappresentano un luogo reale di discostamento dagli spazi ufficiali: le chiese, il mare, i giardini, le navi, le case di riposo, le cliniche psichiatriche, i bordelli, gli ospedali, come i luoghi in cui venivano isolate le donne durante il ciclo mestruale.
Una sorta di "giardino" visto come luogo contradittorio e metafora, dove percepiamo uno spazio sacro che riunisce, all’interno del proprio rettangolo di vegetazione, la rappresentazione di un microcosmo felice e addomesticato.

Siamo continuamente sospesi tra un microcosmo e un macrocosmo che cerchiamo di vedere e comprendere, giriamo come la terra nell’universo, sospesi tra natura e artificio da noi creato, tra passato e futuro, tra vita e morte, tra sogno e realtà, tra materia e spirito, tra istinto e razionalità.

L’identità sospesa è come il limbo della follia, apparentemente inconsistente e trascendente, quanto prezioso perché è in grado di arricchire l’umanità e la nostra comprensione di essa, dove perdersi significa imparare la strada!!



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