CIRIACA ERRE  
 
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+ III
ELENCO OPERE
please don’t move ’10
can i have another question? istallaz. ’08’-11’
fragile 2008- 2010
sospensione del giudizo (epochè) 2008
real...game 2008
ciconia nigra 2008
don’t walk outside this area ’06
good luck 2008
is any similarity to persons or events purely coincidental? 2007
il giorno e la notte hanno lo specchio giusto, l’uomo no ’06
let me stay here 2005
please don’t use me 2004
 
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III suspended game

Diogene vedeva i bambini, gli animali e i mendicanti come modelli di vita naturale.
Essi rappresentano una natura buona non ancora corrotta dai bisogni artificiali prodotti dalla vita nella società.

Nel capitolo 03 ID della mia ricerca sull’identità do voce all’infanzia, dal latino "infans" che significa muto.
I bambini sono più vicini alla verità e sono lo specchio della nostra società.

L’infanzia, prima del ’900, non era valorizzata. Il bambino era percepito come un individuo da rendere adulto il prima possibile .
La nostra società ha posto un’attenzione senza precedenti al mondo del bambino, evidenziandone anche alcune contraddizioni: manipolazione dei bisogni dell’infanzia, strumentalizzazione e seduzione degli innocenti.

Con queste opere rifletto su quanto la nostra società, la famiglia, le conoscenze, il contesto sociale, i mass media, confondano l’educare (da educere ossia tirare fuori) con il sedurre (condurre a se). È forse questa la manipolazione, il plagio più grande della nostra società: inquinare la mente di un bambino.

Bambini sedotti dalla pubblicità, dal consumismo, educati alla violenza da giochi, film etc, strumentalizzati in divorzi e matrimoni di interesse.
Bambini sempre più lasciati a cure “mercenarie” o fagocitati in solitudine davanti alla TV, definita anche terzo genitore; assuefatti da giochi violenti, riempiti di regali per lenire sensi di colpa e mancanza di tempo, vittime psicologiche di genitori incapaci di gestire i loro conflitti e le loro liti.

“I figli non ci appartengono, sono la sete che la vita ha di se stessa” dice il poeta Kahlil Gibran.
Non vogliono le nostre verità, sono in un viaggio alla ricerca del sé e di nuove verità, hanno bisogno di imparare a porsi delle domande.

"Quando l’infanzia muore, i suoi cadaveri vengono chiamati adulti" sosteneva Brian Aldiss.





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