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CIRIACA+ERRE (Matera – 1973) vive e lavora tra Londra e Lugano.Le sue opere transitano dalla performance al video, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’istallazione. La sua ricerca, caratterizzata da una visione antropologica, parte dalla natura dicotomica del reale e della natura umana, rispecchiata anche nel suo nome d’arte che somma due identità.
Specchio di questa realtà divisa, le sue opere sono un’analisi profonda del sé, un’esplorazione di un’identità intima che giunge a riflettersi in una prospettiva più ampia che coinvolge il sociale.
"Guardo il microcosmo umano come paradosso del macrocosmo dove tutto è collegato, Tutto è Uno" - dichiara l’artista.

In particolare i suoi ultimi lavori si concentrano sulla filosofia della "sospensione del giudizio" (dal greco antico epochè), sul mutamento e sulle identità sospese molto vicine alle “eterotopie” teorizzate dal filosofo Michel Foucault, che l’artista definisce “una sorta di specchi che nel loro essere luoghi fisici restituiscono un effetto di straniamento, una rappresentazione virtuale e allo stesso tempo tangibile dell’esistenza”.

Nel suo lavoro affronta tematiche impegnative, dall’identità femminile alla fisica quantistica, dai diritti umani all’ambiente, temi che l’artista suddivide in quattro capitoli sull’ID-entità, contraddistinti da coppie di numeri primi gemelli: - 13.ID all is one, 11.ID suspended identity, 05.ID infans identity, 03.ID woman identity.

Le sue visioni generano smarrimento visivo ed emotivo creando “percorsi labirintici dove- come lei stessa afferma - è necessario perdersi per poi ritrovarsi”.

Le sue azioni performative sono caratterizzate dal dono di sé, che l’artista offre allo spettatore, instaurando un legame intenso con esso, in un costante coinvolgimento fisico ed emozionale, come “In/significant, I’m in silence” presso la Buchmann Galerie (2014) a Lugano, che l’ha vista in silenzio per oltre 366 ore e la performance durata 72 ore, “I’m free-take a piece of me” (2012), dove in un cubo nero di oltre 120 mq situato all’interno del Museo della Permanente di Milano, l’artista, in silenzio e a digiuno, si è liberata da ogni “inutile” possesso regalando oltre cinquecento suoi oggetti personali e di valore.

Numerosi i premi e riconoscimenti, tra cui: finalista al Mostyn Visual Arts Centre / Galles (UK) (2015), Menzione Speciale del Premio Terna (2010), Finalista Premio Cairo(2001).
Ha partecipato al Padiglione Tibet, evento parallelo della 55° Biennale d’Arte/Venezia (2013). Ha esposto in prestigiosi musei e gallerie: Buchmann galerie/Lugano (2014), Mostyn Visual Arts Centre / Wales- UK (2015), MAMM - Multimedia Art Museum / Moscow (2012), Museo Macro Testaccio / Roma (2012), Museo della Permanente / Milano (2012), Festival Europeo della Fotografia / Reggio Emilia (2012), Palazzo Collicola / Spoleto (2011), Palazzo Bagatti Valsecchi / Milano (2010), Fondazione Stelline (2005)/ Milano, Istituto di Cultura Italiano / Berlino(2005).
Le sue performance hanno animato sedi artistiche importanti quali la Mama’s Theatre / New York (2011), l’Istituto italiano di Cultura/Los Angeles (2011), Palazzo Reale / Milano (2010).








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